Usura: dal 1 luglio cambiano le soglie per i tassi d’interesse
Il MEF ha emanato il DM 23 giugno 2026, pubblicato in GU 30 giugno 2026 n. 149, che fissa i tassi effettivi globali medi (TEGM) rilevati nel primo trimestre dell’anno e stabilisce i parametri per identificare i fenomeni di usura nei contratti di credito. Il Decreto sarà in vigore fino al 30 settembre 2026.
Pubblicato in GU 30 giugno 2026 n. 149, il DM MEF 23 giugno 2026 che fissa i tassi effettivi globali medi rilevati nel primo trimestre dell’anno e definisce anche il meccanismo matematico per stabilire il limite massimo oltre il quale gli interessi sono considerati usurari. Per trovare questa soglia, i tassi medi rilevati dal Ministero devono essere:
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aumentati di un quarto (25%);
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sommati a un ulteriore margine fisso di 4 punti percentuali.
Lo scostamento tra il tasso medio e la soglia di usura così calcolata non può, in ogni caso, superare la differenza massima di otto punti percentuali.
Le banche, gli intermediari finanziari e tutti gli enti autorizzati a erogare credito avranno l’obbligo di esporre la tabella delle soglie in modo visibile nei locali aperti al pubblico.
Un dettaglio importante riguarda la gestione dei casi di ritardato pagamento. I tassi medi indicati nel decreto non comprendono gli interessi di mora pattuiti nei contratti. Tuttavia, l’ultima rilevazione statistica condotta evidenzia che i tassi di mora presentano una maggiorazione media rispetto ai tassi corrispettivi pari a:
- 1,9 punti percentuali per i mutui ipotecari oltre i cinque anni;
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4,1 punti percentuali per i contratti di leasing;
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3,1 punti percentuali per la totalità degli altri prestiti.
I criteri di classificazione delle operazioni continuano a seguire la ripartizione in categorie omogenee e le regole tecniche definite per il calcolo del costo del credito.