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Rc auto, CNA attenzione alla clausola “carrozzerie convenzionate”. Per pochi euro di sconto non potrete rivolgervi al vostro artigiano di fiducia ma solo a quelli indicati dalla compagnia

Protesta l’associazione, “Ennesima occasione persa nel Decreto concorrenza”

PESARO – Rc auto. Fate attenzione quando formulate un preventivo per la vostra auto. In alcune proposte commerciali delle compagnie assicurative (in particolare le più economiche), troverete specificato – anche se non in maniera evidente anche da un punto di vista grafico – una voce che deve farvi alzare le antenne: solo carrozzerie convenzionate. Questo significa che, in caso di sinistro, non potrete portare la vostra auto in riparazione dal vostro carrozziere di fiducia ma solo da uno di quelli convenzionati con la compagnia assicurativa. Spesso si tratta di accordi al ribasso che le compagnie propongono alle autocarrozzerie quasi in regime di monopolio. “Spesso – dice Antonio Bianchini responsabile sindacale CNA di Pesaro e Urbino – si tratta di proposte commerciali che fanno risparmiare all’utente pochissime decine di euro (a volte anche meno di 10 euro), ma che impongono il vincolo di doversi rivolgere in caso di sinistro a carrozzerie convenzionate con le compagnie assicurative. Quindi è sempre opportuno verificare l’esistenza di tali clausole prima di sottoscrivere un contratto”. A questo riguardo CNA, assieme alle altre associazioni dell’artigianato, hanno presentato in varie occasioni osservazioni al Governo soprattutto in vista del cosiddetto Decreto concorrenza.  

 “L’ennesima occasione persa”. Così CNA ha commentato nei giorni scorsi a livello nazionale la mancata soluzione dei problemi creati a consumatori e imprese di autoriparazione, in particolare le carrozzeriedal crescente squilibrio nel rapporto con le assicurazioni.

Nel corso dell’esame del Ddl Concorrenza, infatti, Parlamento e Governo hanno bocciato le proposte migliorative che prevedevano, tra l’altro, la libertà riconosciuta al consumatore di rivolgersi all’artigiano di fiducia e il risarcimento commisurato non al valore di mercato dell’automobile ma al controvalore del danno.

“Il mancato intervento su questo problema – conclude CNA – finisce per contraddire lo scopo che ha condotto il legislatore a varare annualmente una legge per allargare il mercato e per rivedere in senso concorrenziale i rapporti di forza tra le parti”.

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