Decreto Bollette: CNA Professioni, “Passo nella direzione giusta, ma i professionisti restano invisibili”
Il Decreto legge Bollette rappresenta un intervento importante per contenere i costi dell’energia, ma nella sua formulazione attuale rischia di lasciare ancora una volta ai margini i professionisti e i lavoratori autonomi intellettuali.
È quanto evidenzia CNA Professioni, l’associazione che rappresenta i professionisti e il lavoro autonomo all’interno del sistema CNA, sottolineando come il provvedimento continui a riferirsi prevalentemente a “famiglie e imprese”, senza un esplicito riconoscimento del ruolo economico svolto dagli studi professionali e dalle attività autonome.
Il risultato è un paradosso normativo: migliaia di professionisti sostengono costi energetici rilevanti per lo svolgimento della propria attività – dagli studi tecnici ai consulenti, dai servizi professionali alle attività digitali – ma non sono esplicitamente inclusi nel perimetro dei beneficiari delle misure di sostegno.
La tecnica normativa utilizzata nel decreto, infatti, ancora molti interventi alle “utenze non domestiche” o al concetto di “impresa”, senza prevedere un richiamo chiaro alle utenze intestate a persone fisiche che esercitano arti e professioni. Questa impostazione rischia di generare interpretazioni restrittive nella fase applicativa, con il pericolo concreto che i professionisti individuali restino esclusi da parte dei benefici.
Ancora più evidente è la criticità sul versante del gas, dove le misure previste risultano tarate su consumi tipicamente industriali e su soglie difficilmente compatibili con la struttura energetica degli studi professionali. In questo modo il lavoro autonomo non solo non viene nominato, ma finisce di fatto per non essere intercettato dall’architettura stessa degli interventi.
CNA Professioni richiama l’attenzione del legislatore sulla necessità di adottare una visione coerente con i principi europei. La Raccomandazione UE 2003/361/CE, infatti, definisce impresa qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, indipendentemente dalla forma giuridica, includendo esplicitamente i lavoratori autonomi.
“Se l’obiettivo del decreto è sostenere il sistema produttivo nel suo complesso – sottolinea CNA Professioni – è indispensabile riconoscere che anche i professionisti fanno parte a pieno titolo dell’economia reale del Paese. Ignorarli nella redistribuzione degli aiuti energetici significa creare una distorsione che penalizza soprattutto chi esercita la professione in forma individuale”.
Nel merito del provvedimento, CNA Professioni condivide la necessità di intervenire per ridurre il peso dei costi energetici che gravano sulle attività economiche di minori dimensioni. Oggi, infatti, come evidenziato dal sistema confederale dell’artigianato, micro e piccole attività pagano spesso la materia prima energetica a prezzi più elevati rispetto alle grandi imprese, mentre una quota rilevante degli oneri generali di sistema continua a gravare proprio sulle realtà più piccole.
Per questo, nel corso dell’iter parlamentare del decreto, CNA Professioni chiede:
- un esplicito inserimento dei professionisti tra i beneficiari delle misure energetiche, con riferimento anche alle utenze intestate a persone fisiche esercenti attività professionali;
- la correzione degli squilibri strutturali nelle bollette energetiche che penalizzano micro attività, studi professionali e piccole imprese;
- strumenti di accesso più inclusivi alle politiche energetiche, comprese soluzioni di autoconsumo, comunità energetiche e contratti di lungo periodo accessibili anche alle attività professionali.
In un contesto internazionale caratterizzato da forti tensioni sui mercati energetici, CNA Professioni sottolinea infine l’importanza di adottare politiche strutturali e inclusive.
“La competitività del sistema Paese – conclude CNA Professioni – non può prescindere dalla piena valorizzazione del lavoro autonomo professionale. I professionisti sono parte integrante del tessuto produttivo italiano e devono essere riconosciuti come tali anche nelle politiche di sostegno e nelle misure per affrontare il caro energia”.
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