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Comunità energetiche, serve un ecobonus per i piccoli impianti da rinnovabili per artigiani e piccole imprese

In occasione dell’iniziativa del Comune di Gabicce Mare sul tema, l’associazione rinnova la sua proposta di estendere incentivi anche alle Pmi

GABICCE MARE – La crisi energetica, l’aumento stratosferico delle bollette di energia elettrica, metano, gpl, il crescente riscaldamento globale, stanno portando a riflettere in maniera sempre più urgente sulle varie possibilità di approvigionarsi di energia in maniera alternativa. Stanno così nascendo le prime “comunità energetiche” d’Italia, nelle quali privati cittadini, associazioni o anche aziende si uniscono per condividere lo stesso impianto rinnovabile, con una potenza complessiva non superiore a 200 kW per sfruttare l’energia prodotta per il consumo immediato oppure per stoccarla in sistemi di accumulo. La condivisione dell’energia deve avvenire attraverso la rete elettrica esistente e l’impianto deve essere connesso alla rete elettrica a bassa tensione, attraverso la medesima cabina di trasformazione MT/BT. In sostanza l’energia prodotta deve essere nelle immediate vicinanze dell’impianto, per cui gli “autoconsumatori” di energia rinnovabile devono trovarsi nello stesso edificio, nello stesso stabile, o condominio, o comunque nelle immediate vicinanze. Su questo argomento la CNA di Pesaro e Urbino saluta positivamente l’incontro pubblico in programma domani a Gabicce Mare su “Comunità energetiche rinnovabili e autoconsumo”, organizzata dal Comune.

Antonio Bianchini Responsabile Area Territoriale

“Si tratta – dice il responsabile territoriale della CNA, Antonio Bianchni – di una lodevole iniziativa che dimostra sensibilità e attenzione verso un argomento che sta interessando non solo i cittadini ma anche le imprese. E proprio sul costo dell’energia, che ha toccato livelli ormai insopportabili per la piccola e media impresa, che CNA chiede da tempo di istituire un sistema di incentivazione per i piccoli impianti di autoproduzione di energia elettrica sfruttando l’enorme potenziale di artigiani e piccole imprese che oggi non possono contare su nessun incentivo a differenza dell’utenza residenziale e dei grandi impianti.

Per questo la CNA ha formulato una proposta davanti alla Commissione finanze e industria del Senato sottolineando che puntare esclusivamente sulla realizzazione di grandi impianti è una risposta parziale al bisogno di stimolare l’incremento della produzione da fonti rinnovabili. I circa 140mila piccoli impianti per autoproduzione potrebbero essere triplicati in pochi anni portando la potenza installata a quasi 20mila MW, che rappresenta l’80% della capacità attuale del fotovoltaico attivo in tutto il Paese.

CNA ribadisce per questo la necessità di introdurre misure specifiche per la platea delle piccole imprese, prevedendo l’istituzione di un fondo dedicato al sostegno dell’autoproduzione o, preferibilmente, un credito d’imposta dell’investimento per l’installazione di impianti per l’autoproduzione da fonti rinnovabili.  In tutto questo processo CNA sarà in grado, attraverso il Confidi regionale Uni.co. di supportare le imprese che intendono mettersi in rete per costituire comunità energetiche. 

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