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L’Agenzia delle Entrate si è espressa sull’ammissibilità dei crediti fiscali in compensazione, alla luce delle novità introdotte dal DL Agevolazioni in merito alla limitazione della compensazione dei crediti da bonus edilizi e di quelli per i quali non sia intervenuta decadenza da rateazione.

Con la risposta n. 136/2024, l’Agenzia delle Entrate si è espressa sulla possibilità di compensare i debiti fiscali iscritti a ruolo con carichi superiori a 100.000 Euro e ammessi alla rateazione: l’istante chiede se si possa interpretare l’art. 37 c. 49-quinquies DL 223/2006 nel senso che “la preclusione alla possibilità di portare in compensazione i crediti fiscali non opera in presenza di carichi iscritti a ruolo per i quali è stata concessa la rateazione”.

In altre parole, il contribuente richiede se sia possibile ricorrere all’istituto della compensazione in presenza di debiti fiscali superiori a 100.000 per i quali venga “onorata” la puntuale rateazione, con qualsiasi tipologia di credito. Richiede inoltre conferma sull’utilizzo dei soli crediti derivanti da bonus edilizi ex art. 119 DL 34/2020, ceduti dai beneficiari o dai primi cessionari che hanno applicato il c.d. sconto in fattura alla Società, in compensazione con debiti fiscali a prescindere dall’accoglimento di una istanza di rateazione: questi ultimi, secondo l’istante, avendo natura agevolativa si sottrarrebbero ai limiti di compensazione.

Si ricorda che rientrano nella definizione di “bonus edilizi” gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di efficienza energetica, di adozione di misure antisismiche e di recupero o restauro delle facciate degli edifici esistenti, installazione di impianti fotovoltaici, di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici e tutte quelle spese sostenute per il superamento ed eliminazione di barriere architettoniche.

La richiamata soluzione viene fornita ricorrendo alle due recenti modifiche normative: il nuovo comma 3bis dell’art. 121 DL 34/2020 – introdotto dal DL Agevolazioni (DL 39/2024) – il quale prevede che “in presenza di iscrizioni a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, di iscrizioni a ruolo o carichi affidati agli agenti della riscossione relativi ad atti comunque emessi dall’Agenzia delle entrate, per importi complessivamente superiori a euro 10.000, per i quali sia già decorso il trentesimo giorno dalla scadenza dei termini di pagamento e non siano in essere provvedimenti di sospensione o per i quali sia intervenuta decadenza  dalla rateazione, è sospeso l’utilizzo in compensazione tramite f24 dei crediti da bonus edilizio fino a concorrenza degli importi dei predetti ruoli e carichi.

Si attende tuttavia un regolamento del MEF al fine di stabilire la sua effettiva decorrenza: dalla portata della norma si intuisce che, sia decorsi gli ordinari termini di pagamento (per le cartelle notificate dal 1° gennaio al 31 marzo 2022, il termine è fissato in 180 giorni dalla notifica, rispetto ai 60 giorni ordinariamente previsti), sia in presenza di una rateazione decaduta è esclusa la compensazione dei crediti da bonus edilizio fino a concorrenza dei predetti ruoli e carichi.

Si ricorda che interviene decadenza dalla rateazione nei seguenti casi:

  • per inadempienza (quando non si provvede a versare un predeterminato numero di rate del piano di ammortamento, anche non consecutiva, in ragione della data di presentazione dell’istanza, indipendentemente dalla tipologia dell’istanza, sia essa ordinaria o straordinaria;
  • in caso di assoggettamento del debitore ad una procedura concorsuale;
  • in caso di decesso del contribuente;
  • per le società cancellate dal registro delle imprese.

Cosa cambia dal 1° luglio 2024

Dal 1° luglio 2024, in deroga a quanto previsto all’art. 8 dello Statuto del contribuente (secondo cui “L’obbligazione tributaria può essere estinta anche per compensazione”) per i contribuenti che abbiano iscrizioni a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, nonché iscrizioni a ruolo o carichi affidati agli agenti della riscossione relativi ad atti comunque emessi dall’Agenzia delle entrate per importi complessivamente superiori a euro 100.000, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e non siano in essere provvedimenti di sospensione, è esclusa la facoltà di avvalersi della compensazione tramite f24 dei crediti ad eccezione dei crediti relativi a contributi previdenziali, assistenziali e premi per assicurazione: tale previsione non  opera  con  riferimento  alle  somme  oggetto di piani di rateazione per i quali non sia intervenuta decadenza. Sono fatte salve le previsioni dell’art. 31 c. 1 DL 78/2010 secondo cui è comunque ammesso il pagamento, anche parziale, delle somme iscritte a ruolo per imposte erariali e relativi accessori mediante la compensazione dei crediti relativi alle stesse imposte iscritte a ruolo.

Entrambe le disposizioni sopra citate non sono ancora operative nel nostro ordinamento giacché, mentre la prima è soggetta all’emanazione di un formale regolamento del MEF al fine di stabilire la decorrenza effettiva, la seconda novità invece decorre dal 1° luglio: tuttavia non è stato abrogato l’art. 31 DL 78/2010, lo stesso rimane effettivamente operativo fino al 30 giugno 2024.

L’Agenzia delle Entrate ribadisce come tali interventi normativi diano conto della volontà del legislatore di non dare rilevanza, ai fini dell’eventuale impedimento alla compensazione, alla iscrizione di debiti a ruolo per il pagamento dei quali sia in corso un piano di rateazione puntualmente rispettato.

Pertanto, dal 1° luglio, il divieto di compensazione di cui all’art. 37 c. 49-quinquies DL 223/2006 non opera in presenza di debiti iscritti a ruolo per i quali è stata concessa la rateazione, se i pagamenti di tale rateazione risultano regolari. A corretta lettura della norma, si chiarisce che tale divieto si applica a tutti i crediti esclusi quelli previdenziali, assistenziali e premi per l’assicurazione: pertanto nel divieto rientrano anche i crediti di natura agevolativa i quali potranno essere utilizzati sicuramente laddove non sia intervenuta decadenza.

Per il caso dei c.d. bonus edilizi, si aggiunge infine che a fronte di iscrizioni a ruolo superiori a 10.000 Euro, lo stesso sarà oggetto di specifica regolamentazione da parte di un apposito (e atteso) decreto ministeriale.

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